A dieci anni dalla strage ferroviaria di Andria-Corato, Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, ha ricordato le 23 vittime e i 51 feriti sottolineando che “la memoria della tragedia deve tradursi in un impegno concreto per garantire sicurezza, giustizia e vicinanza alle famiglie”.
Al termine della cerimonia commemorativa, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Boccia ha rivolto il primo pensiero ai familiari delle vittime e a chi porta ancora le conseguenze fisiche e psicologiche di quel disastro. “Dieci anni sono tanti, eppure ci sono giorni che non finiscono mai. Il 12 luglio 2016 è uno di quei giorni”.
L’esponente del Partito Democratico ha ricordato le ore successive allo scontro tra i due treni, il lavoro dei soccorritori e i funerali celebrati con la partecipazione del Capo dello Stato. Ha inoltre richiamato l’intervento approvato all’unanimità dal Parlamento che, quando era presidente della Commissione Bilancio della Camera, destinò dieci milioni di euro alle famiglie delle vittime e ai feriti più gravi. “Era un dovere dello Stato, ma nessun intervento economico potrà mai colmare il vuoto lasciato da una vita spezzata”.
“Il significato della commemorazione va oltre il ricordo delle vittime – ha aggiunto Boccia -. La memoria serve se diventa impegno, e l’impegno oggi può essere riassunto in due parole: mai più. Servono infrastrutture più sicure e una maggiore attenzione alla prevenzione: la sicurezza dei cittadini non è un costo, ma il primo dovere della Repubblica”.
“Invitato le istituzioni a continuare ad ascoltare le famiglie delle vittime e i feriti, il modo migliore per onorare chi ha perso la vita è fare tutto il possibile affinché tragedie come quella del 12 luglio 2016 non possano ripetersi”, ha concluso Boccia.
