L’obiettivo è chiaro: i temi dell’antimafia e della legalità devono far breccia nelle nuove generazioni, quelle stesse rappresentate a Trani dagli studenti dei licei scientifico e classico, sedute in platea nella sala conferenza di Palazzo Discanno a Trani. E’ questo il luogo nel quale il Maggio dell’antimafia, voluto dalla Giunta distrettuale dell’Anm di Bari, ha fatto tappa per un momento di riflessione, per dirla con le parole della dottoressa Marina Chiddo, magistrato e componente della Giunta distrettuale dell’ANM di Bari, rivolto soprattutto ai giovani, con un progetto che racconta l’antimafia con l’arte, la cultura, il teatro, l’arte urbana e le testimonianze.
La mafia è vicina a noi, ha sottolineato la dottoressa Chiddo, ricordando gli eventi avvenuti a Bisceglie nell’ultimo mese con l’uccisione del cameriere Angelo Pizzi, la cui unica colpa è stata quella di essersi trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato e l’agguato mortale compiuto nella discoteca Divinae Follie, tra migliaia di giovani. Una mafia contigua che vive di consenso nelle istituzioni, nell’economia, nei social, il mondo più frequentato virtualmente dai ragazzi. Per questo parlare di antimafia non è mai abbastanza, spiega Francesco Tosto, magistrato e presidente della sottosezione di Trani dell’Anm.
C’è anche quella che il Procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, definisce l’antimafia sociale che si esprime nelle associazioni del territorio. E nella Bat non mancano esempi virtuosi come Libera, la Fondazione archeologica canosina e il progetto Senza Sbarre di don Riccardo Agresti ad Andria.
In foto: Marina Chiddo, componente Giunta Distrettuale Antimafia Bari
