La promessa a telecamere spente: sulla Murgia a cercare funghi non ci andrà più. Meglio abbandonare un’antica passione che rischiare la vita. Perché secondo Savino Arbore la Murgia è diventata una potenziale trappola mortale a causa della presenza di cinghiali. Un’affermazione dura figlia di quell’esperienza terribile vissuta la scorsa settimana in compagnia di un’altra persona e che ancora oggi ricorda con la paura negli occhi.

Una esperienza che Savino Arbore ha voluto raccontare alle nostre telecamere affinché le istituzioni valutino con estrema attenzione le iniziative da intraprendere per contenere l’eccessiva presenza di cinghiali nel Parco dell’Alta Murgia e i pericoli ad essa legati. Una denuncia che si va ad aggiungere a quella delle associazioni degli ambulanti che sempre con maggiore frequenza rimangono coinvolti in incidenti stradali provocati appunto da cinghiali.

Di recente i è stata firmata la convenzione fra i rappresentanti del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e dell’Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali in merito al piano per la gestione e il contenimento dei cinghiali nel territorio del Parco.Nel Parco sono stati installati sei “corral” ossia dei recinti per la cattura dei cinghiali. Una formula che tuttavia sembra non convincere chi poco più di una settimana fa ha rischiato di essere travolto da un centinaio di esemplari.

Di Redazione Teleregione

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