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Vengo da Migdal il mio nome è Maria

Quando l’arte è quella con la a maiscuola anche una piece di pochi elementi, regala le stesse emozioni e il grande pathos tipico delle più numerose compagnie teatrali nelle più prestigiose location del mondo

un’essenzialità sublime…

Quando l’arte è quella con la a maiscuola anche una piece di pochi elementi, regala le stesse emozioni e il grande pathos tipico delle più numerose compagnie teatrali nelle più prestigiose location del mondo

presso il museo diocesano di molfetta ha riscosso il successo che meritava

vengo da migdal,. Il mio nome è maria,un’ azione sacra sulla vita di maria di magdala

che si intreccia con quella del nazareno diventandone testimone privilegiata dei momenti salenti di una storia senza tempo della passione, morte e resurrezione del cristo.

magistrale l’interpetazione di 4  donne, elisa barucchieri,nelle vesti della protagonista princiapele,  insieme a teresa demma, germana raimondo , marina roselli ed un giovane uomo nicola gattullo nelle vesti di gesù

a loro il compito di rappresentare il momento culmine della missione terrena del cristo raccontandola attraverso il loro corpo,  uniche figure baciate dalla luce in una sala avvolta dal buio più totale …

occhi puntati su ogni singolo movimento, aulico ed etereo … mentre le voci narranti affidate al prof.michele mirabella ed antonietta cozzoli regalavano quella suggestione in più in un’atmosfera già di per se pregna di fascino….Leggendo passi dell’antico restamento, degli scritti di don tonino bello, del poeta gabriele d’annunzio, del pontefice carlo maria montini,di don ignazio pansini, di sua eminenza gianfranco ravasi, dello scrittore giovanni testori e di fra iacopo da varazze.

a fare da cornice a quello che si è trasformato in un quadro scenico d’autore le due sculture uin carta pesta realizzate dell’artista giulio cozzoli, la maddalena con le mani ciongiunte e la maddalena scandalosa che tajnto scalpore fece all’epoca della sua realizzaziojne a causa dell suo sgyuardo troppo seducente e soprattutto di quel corpo non totalmente coperto dalle vesti.

un progetto concepito proprio dal genio artistico dalla pronipote dello scultore giulio cozzoli, antonietta cozzoli che parla della sua maria maddalena come testimone privilegiata, prima messaggera della resurrezione del cristo

al progetto ha aderito l’arciconfraternita della morte dal sacco nero, entusiasti Onofrio Sgherza, Michele Roselli e Gennaro Zaza, rispettivamente priore, primo e secondo componente dell’ordine.

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