Era il 21 marzo 2013, a soli 59 anni colpito da un male incurabile si spegneva Pietro Mennea il più grande atleta italiano di tutti i tempi. ll ricordo di colui che ha rivoluzionato l’atletica italiana e mondiale è vivo nel nel cuore di tutti ed in particolar modo in quello dei suoi concittadini. Anche quest’anno Barletta che ha dedicato al suo campione il lungomare di Ponente e la pista dello stadio “Puttilli” (sempre in attesa di essere finalmente riaperto al pubblico) renderà omaggio alla “Freccia del sud” con una cerimonia nella Stazione ferroviaria luogo dov’è collocato il busto donato dai Lions nel 2014.

Il ricordo di Mennea è vivo in tutto il mondo a cominciare da chi ha condiviso con lui un’esperienza straordinaria come quella del record sulla 4×200 conquistato a Barletta il 21 luglio 1972 poco prima delle olimpiadi di Monaco di Baviera. Con un messaggio raccolto dal giornalista Nino Vinella ed inviato all’istituto comprensivo “Pietro Mennea” di Barletta, Franco Ossola junior figlio del compianto calciatore del grande Torino e compagno di Pietro in quel quartetto composto anche da Luigi Benedetti e Pasqualino Abeti ha ricordato il campione evidenziandone i tratti distintivi del carattere ed invitando i giovani a seguirne l’esempio.

La testimonianza di come il mito di Mennea si ancora vivo è data dal messaggio di Filippo Tortu. L’enfant prodige dell’atletica italiana non ha nascosto la sua ammirazione per il mito barlettano.

Di Redazione Teleregione

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