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MATTINATA

Codice antimafia applicato ad un’azienda di allevamento

La titolare 33enne della ditta è moglie del pluripregiudicato di Mattinata Antonio Quintadamo, detto Baffino, – affiliato al clan Romito -, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno e già colpito dal sequestro dei beni.

Per la prima volta in Italia, la Polizia ha eseguito la misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria ai sensi dell’articolo 34 del Codice Antimafia, la cui specifica finalità è quella di contrastare e rimuovere dal sistema economico lecito, attraverso il controllo del giudice della prevenzione sulle attività di impresa, le manifestazioni della pericolosità sociale dei sodalizi di matrice mafiosa o di soggetti indagati per gravi reati, manifestati attraverso il cosidetto “contributo agevolatore”.

Il triste primato è spettato ad un’azienda di allevamento di bovini e bufalini di Mattinata, chiusa – dal tribunale di Bari, su proprosta del Questore di Foggia – per un anno, per agevolazione mafiosa. La titolare 33enne della ditta è moglie del pluripregiudicato di Mattinata Antonio Quintadamo, detto Baffino, – affiliato al clan Romito -, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno e già colpito dal sequestro dei beni.

L’azienda era stata, in precedenza, destinataria dell’interdittiva antimafia emessa dal Prefetto di Foggia, dal momento che c’era il rischio che l’attività dell’impresa potesse agevolare le azioni criminali dell’uomo o esserne condizionata, si è provveduto ad emanare la misura dell’amministrazione giudiziaria. Jessica Coco è stata nominata amministratrice

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