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Furti e assalti nei negozi chiusi “Mercatone Uno”

A Francavilla Fontana blitz dei ladri con un tir e negozio saccheggiato. Tentativi di scasso e di furti di elettrodomestici, poi, nei punti vendita di Bari e Terlizzi.

A Francavilla Fontana blitz dei ladri con un tir e negozio saccheggiato. Tentativi di scasso e di furti di elettrodomestici, poi, nei punti vendita di Bari e Terlizzi. Gli stabilimenti pugliesi di Mercatone Uno, rimasti chiusi dopo il dichiarato fallimento della nota catena di mobili, sprovvisti ormai di vigilanza, sono stati presi d’assalto dagli sciacalli. La denuncia è arrivata dalla Cgil e dalla Filcams Cgil. I due segretari generali pugliesi Pino Gesmundo e Barbara Neglia hanno inviato una lettera al Prefetto di Bari, Marilisa Magno affinchè si attenzioni sulla sicurezza delle attività di Mercatone Uno, per evitare nuovi assalti.

“Addirittura sono gli stessi lavoratori a presidiare i capannoni per evitare queste azioni criminali e di sciacallaggio- ha dichiarato il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo- Abbiamo anche chiesto alla Regione di far da tramite con il Mise circa il tema della sicurezza dei punti vendita e la garanzia del patrimonio aziendale”.

Intanto, dopo il dichiarato crac della Shernon Holding srl, la società che gestiva i 55 punti vendita Mercatone Uno, la procura di Milano ha aperto un fascicolo di indagine (al momento a carico di ignoti) con l’ipotesi di bancarotta fraudolenta.

Riscontrato per la Shernon Holding un indebitamento complessivo di 90 milioni di euro maturato in nove mesi, con perdite gestionali fisse di cinque-sei milioni al

mese, unito “alla totale assenza di credito bancario e di fiducia da parte dei fornitori”. E ora le indagini si focalizzeranno proprio su questo aspetto, ovvero sulla gestione della holding negli ultimi mesi.

La notizia del fallimento di Mercatone Uno ha colto di sorpresa  i 1800 dipendenti (di tutta Italia), sabato 25 maggio. I lavoratori hanno trovato le saracinesche abbassate nei 55 punti vendita, apprendendo, con stupore e amarezza, dell’avvenuto licenziamento, via social (con comunicazioni su wathsapp e facebook).

Dalla mattina seguente  i dipendenti sono scesi in piazza, dando vita a tante manifestazioni di protesta davanti ai negozi chiusi della nota catena di mobili, in tutta Italia.

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