Bliz anticaporalato, lavoratori segregati in container - TELEREGIONE
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FOGGIA

Bliz anticaporalato, lavoratori segregati in container

Avevano impiegato irregolarmente, nella loro azienda, 24 braccianti agricoli extracomunitari, costringendoli a lavorare in condizioni disumane (sette giorni su sette per 5 euro all’ora) e inducendoli a pagare 40 euro al mese per soggiornare in dei container privi di servizi primari. I carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno smascherato e tratto in arresto due fratelli, Domenico e Aldo Giordano (rispettivamente di 50 e 48 anni), finiti ai domiciliari con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Avevano impiegato irregolarmente, nella loro azienda, 24 braccianti agricoli extracomunitari, costringendoli a lavorare in condizioni disumane (sette giorni su sette per 5 euro all’ora) e inducendoli a pagare 40 euro al mese per soggiornare in dei container privi di servizi primari. I carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno smascherato e tratto in arresto due fratelli, Domenico e Aldo Giordano (rispettivamente di 50 e 48 anni), finiti ai domiciliari con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Il blitz anticaporalato è partito grazie  a un esposto presentato dalla Flai Cgil di Foggia, il sei marzo scorso, nel quale erano state indicate una serie di aziende che,  a detta dwl sindacato, presentavano anomalie.

Così a finire nel mirino è stata l’azienda dei fratelli Giordano che si trova lungo la statale 89 tra Foggia e Manfredonia.

Domenico risulta essere il titolare della ditta. Mentre Aldo, come dipendente, avrebbe avuto il compito, non solo di reclutare manodopera, ma anche quello di gestire i rapporti diretti con i braccianti.

Nello specifico, le indagini hanno messo in luce come i braccianti percepivano 5 euro all’ora e lavoravano sette giorni su sette. Inoltre dal compenso mensile veniva sottratta loro la somma di 40 euro, da versare ai fratelli Giordano, per alloggiare nei container. Strutture che erano del tutto prive di corrente elettrica. Inoltre mancavano i servizi igienici e l’acqua corrente: così i 24 braccianti, per lo più nordafricani, erano costretti a lavarsi con delle bottiglie.

Ora è  stato disposto il controllo giudiziario dell’azienda dei due fratelli foggiani, affidata adesso ad un amministratore giudiziario al fine di tutelare i lavoratori.

“Abbiamo posto al cento delle investigazioni le vittime dello sfruttamento – ha dichiarato il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro. I lavoratori sfruttati, che collaborano e denunciano, hanno la possibilità, secondo quanto previsto dalla nuova norma, di usufruire di un permesso di soggiorno. Denunciando possono regolarizzare la propria permanenza in Italia e la propria posizione lavorativa”, ha proseguito il procuratore di Foggia soffermandosi poi sulla vera novità dell’ indagine: ossia l’utilizzo straordinario del controllo giudiziario dell’azienda.

“Questo strumento- ha spiegato Vaccaro- consente di nominare un amministratore giudiziario che regolarizzi i rapporti di lavoro. Significa che l’attività dell’azienda continua sui binari di legalità e soprattutto che i lavoratori, che erano in condizioni di sfruttamento, verranno assunti regolarmente e lavoreranno regolarmente”.

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