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BISCEGLIE

Il calcio come strumento di integrazione e inserimento sociale.

“Siamo tutti biscegliesi”: il calcio come strumento di integrazione e inserimento sociale Una partita all’insegna dell’integrazione.

Una partita all’insegna dell’integrazione, del rispetto e della passione per il calcio. Il cui linguaggio universale ha abbattuto ancora una volta le differenze.

Ha riscosso unanime consenso l’amichevole battezzata “Siamo tutti biscegliesi”. Ieri pomeriggio, sul sintetico del “Di Liddo” ha visto protagonista una rappresentativa di amministratori comunali ed un’altra denominata “i nuovi biscegliesi”, composta da richiedenti o titolari di protezione internazionale. Ospiti ed ex ospiti delle strutture di accoglienza della città, stranieri regolarmente residenti. 

L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale, organizzatrice dell’amichevole assieme alla Comunità Oasi2 San Francesco. Ha fatto seguito all’incontro tenutosi a Palazzo di Città con gli ex ospiti del centro di accoglienza straordinaria di villa San Giuseppe, chiuso a fine maggio. 

La partita non ha lesinato divertimento ed emozioni. La squadra dei “nuovi biscegliesi” ha prevalso per 6-3 ma, dopo aver dominato il primo tempo, ha dovuto fronteggiare il tenace tentativo di rimonta degli amministratori biscegliesi. Tra i quali si è distinto nel finale di gara anche il primo cittadino Angelantonio Angarano. 

Tante le storie di sport ed integrazione, tra cui quella di Ismael Monè, protagonista nel campionato di Promozione con il Don Uva Bisceglie e già selezionato nella rappresentativa pugliese al “Trofeo delle Regioni”.  

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