boss capogna

I sicari sono arrivati a bordo di un’auto e hanno sparato tre colpi tra la folla, due i bossoli recuperati dalle Forze dell’Ordine e andati a segno, dritti al petto del 66enne Vito Capogna.

Il pregiudicato è rimasto vittima durante un agguato mafioso ieri sera alle 22 circa in via Ospedaletto – ad angolo con viale Europa – in una piazzetta della periferia di Andria.

Terrorizzata la gente che ha assistito all’operazione criminale che, poi, è stata fatta allontanare dalle forze dell’ordine giunte sul posto.

Capogna – da poco tornato in libertà – era considerato uno degli elementi di spicco della criminalità andriese con precedenti per armi, droga ed estorsioni.

Non si esclude, dunque, che ci possano essere dei collegamenti con l’omicidio di un mese fa. Omicidio che ha costato la vita a Vito Griner – fratello del più famoso Filippo.

Infatti, è proprio con il boss dei Griner che Capogna finì in carcere. Dopo una operazione della DDA di Bari del 2015 che smantellò l’organizzazione che gestiva il mercato della droga tra Andria e Bisceglie, forte anche di un ricco arsenale da guerra.

Il figlio di Capogna, Pietro – vicino al boss de Rosa, ucciso a Trinitapoli lo scorso gennaio – avrebbe trasferito proprio nelle mani del padre il mercato della droga di Andria, vista la sua assenza.

Quindi, da un lato potrebbe esserci la volontà di autonomia di Capogna, rispetto ai Griner. Dall’altra potrebbe essere proprio il clan avverso, quello dei Pistillo-Pesce, a voler fare piazza pulita per il controllo del territorio e dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Ora al vaglio dei Carabinieri – guidati dal Comandante Montaldo – ci sono le videocamere di sorveglianza della zona e le tracce rinvenute sul posto.

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