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SERIE D

Sfide incrociate da Cerignola a Brindisi

Sfide incrociate da Cerignola a Brindisi. L’occasione di diventare carnefici eccellenti, il rischio di finire al patibolo già a metà ottobre.

Sfide incrociate da Cerignola a Brindisi. L’occasione di diventare carnefici eccellenti, il rischio di finire al patibolo già a metà ottobre. Il girone H di Serie D finisce nel bel mezzo del fuoco incrociato, su un campo di battaglia che si estende dal “Monterisi” al “Fanuzzi”. Cerignola-Bitonto e Brindisi-Foggia catalizzano i riflettori della settima giornata, una delle prime a candidarsi come decisiva lungo il cammino della regular season.

C’è già una squadra sul ciglio di un crepaccio e ce n’è un’altra che può spingerla clamorosamente giù. Dopo un inizio in ritardo ma ugualmente in pompa magna, l’Audace Cerignola ha subito testato le difficoltà del campionato inanellando una serie di quattro partite senza vittorie e soprattutto senza gol segnati, un’assoluta novità per una rosa votata all’attacco e con un’artiglieria pesante di livello assoluto. Gli ofantini sono in zona playout contro ogni pronostico e rischiano di perdere ulteriore terreno dalle big che guidano i piani alti, con la concreta possibilità di non riprenderle più.

Il Bitonto è un po’ come il sicario che deve finire il compito, mentre il resto della banda assiste  impaziente alla scena.

Tutte le altre candidate alla vittoria del campionato sperano che gli uomini di Taurino facciano fuori la prima, grande concorrente del girone, restringendo il cerchio. E, così, pesando anche la forza dei neroverdi, che dopo il successo contro il Gravina hanno decisamente ripreso le redini del proprio destino. Ma è proprio quando si è spacciati che si tira fuori lo spirito di sopravvivenza. Dare per agonizzante il Cerignola può essere un errore madornale, soprattutto ad ottobre. Da un eventuale colpo di reni contro il Bitonto può rinascere una squadra con pochi eguali, capacissima di trasformare il timore della concorrenza in di una rimonta furiosa.

Prestare attenzione a ciò che succede al “Monterisi” può diventare un ulteriore problema per il proprio cammino.

Brindisi e Foggia sono uscite dallo scorso weekend con umori contrastanti. I biancazzurri hanno perso la vetta solitaria della classifica dopo il ko di Gravina contro la Fidelis Andria. I satanelli l’hanno conquistata grazie al successo di misura sul Taranto. La squadra di Olivieri ne ha vinte quattro su sei da neopromossa, ritagliandosi uno spazio importante al tavolo delle grandi. Quella di Corda sta momentaneamente sfruttando un campionato senza padroni e vola sull’entusiasmo della vittoria in extremis di una settimana fa.

Sarà un test decisivo per i rossoneri. Sono partiti in ritardo e in sordina dopo il fallimento e adesso bramano la pressione da primato. Vincere a Brindisi significherebbe certezza di essere una candidata alla promozione diretta, in un momento storico del campionato che elegge il Foggia squadra più in forma tra le 18. Gli intelligenti, però, imparano dagli errori anche a distanza di tempo: era il 2003 quando i rossoneri spadroneggiavano nel girone C di Serie C2 e si apprestavano a chiudere i conti con il Brindisi primo inseguitore. Quella volta si giocava allo “Zaccheria”, ma i padroni di casa incassarono un pesante 0-3 dalla seconda della classe, che non impedì il salto di categoria ma ricordò alla capolista che la vittoria di un campionato è frutto di un lavoro quotidiano. Anche stavolta sarà sfida al vertice: che esca allo scoperto la prima vera candidata.

Il servizio di TrNews.

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