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Privatizzazione Aqp? Non si placano le polemiche

L’Anci Puglia a chiedere che la Regione, in qualità di socio unico di Aqp, arrivi a respingere categoricamente ogni proposta di privatizzazione.

L’Anci Puglia a chiedere che la Regione, in qualità di socio unico di Aqp, arrivi a respingere categoricamente ogni proposta di privatizzazione. Il Presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo a pretendere chiarezza per evitare allarmismi. E il consigliere Fabiano Amati in prima linea a chiedere l’intervento dei magistrati della Corte dei Conti. Non si placano così le polemiche sorte, su più fronti, dopo la decisione annunciata da Aqp di voler creare una società (aperta a partner privati) che avrà il compito di occuparsi del recupero delle perdite di rete della risorsa idrica in 94 comuni pugliesi. Per Aqp: “Quella della creazione di una newco è una opportunità, non una minaccia”.

Dopo le proteste in sede di consiglio regionale, con gli esponenti del M5S che hanno esposto uno striscione con su scritto “no privati in Aqp, Emiliano fermati”, a scendere in campo è stata anche l’Anci Puglia.

Il Comitato direttivo dell’Associazione dei Comuni, ha chiesto alla Regione Puglia, quale socio unico di Aqp, di “respingere categoricamente ogni proposta di privatizzazione, anche solo
parziale della società”. L’accesso all’acqua, per l’Anci, “è un diritto umano universale” e la sua “gestione deve rimanere interamente pubblica e separata da ogni logica di profitto e di mercato”.

Immediata la replica di Aquedotto pugliese, per voce dell’amministratore delegato, Nicola De Sanctis. “La scelta di avviare una consultazione preliminare di mercato nasce dall’esigenza di individuare potenziali partner fornitori in grado di apportare le tecnologie più avanzate per la realizzazione degli ingenti investimenti programmati sulla rete. Questo percorso – hanno fatto sapere da Aqp – non comporterà alcuna privatizzazione né, in alcun modo, l’ingresso di soggetti privati in Acquedotto Pugliese. L’acqua, pertanto, è e resterà sempre un bene comune”.

Da Aqp, inoltre, si sono detti aperti al dialogo e a fornire ulteriori chiarimenti sulla scelta, che assicurano, rappresenta per le comunità gestite “una opportunità e non una minaccia”.

Ma la decisione, nonostante le rassicurazioni, continua a suscitare dubbi e perplessità. Per Fabiano Amati, consigliere regionale e candidato alle primarie di centrosinistra per le prossime regionali, è necessario l’intervento dei magistrati della corte dei conti in quanto il Presidente Emiliano sarebbe d’accordo nell’approvare un “disegno sciagurato”. Un progetto che a detta di Amati va impedito: “In nessun modo possiamo avallare una idea rivolta a interessi molto particolari e per niente chiari”.

E di fronte a tali insinuazioni, a pretendere chiarezza è stato anche il Presidente del consiglio regionale, Mario Loizzo: “Sia Aqp, sia il Governo regionale, devono impegnarsi con urgenza a dare risposte più argomentate alle obiezioni sollevate, per evitare inutili allarmismi e polemiche strumentali, che in taluni casi sembrano nascondere secondi fini”.

Il servizio di TrNews.

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