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BARI

Dal Nord alla Puglia per le terapie oncologiche

Ambienti in comune (come mensa, bar e biblioteca) chiusi. Riunioni tra medici spostate sulle piattaforme online.

Ambienti in comune (come mensa, bar e biblioteca) chiusi. Riunioni tra medici spostate sulle piattaforme online.

Nessuna visita di parenti o accompagnatori nella struttura e pre-triage all’ingresso con misurazione della febbre e della saturazione dell’ossigeno. È così che L’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari ha reagito durante l’emergenza sanitaria da Covid19.

Medici e infermieri non hanno mai interrotto la loro attività nei confronti dei pazienti che non potevano subire ritardi temporali nelle terapie o nei percorsi diagnostici, che avrebbero potuto precludere una possibilità di guarigione o sopravvivenza. Anzi, questo periodo è stato ricco di tanti utenti che hanno spostato chemio e radioterapia dalle regioni del Nord alla loro terra natia.

A questo si sono aggiunti anche diversi interventi arrivati dall’Ospedale San Paolo di Bari, che aveva chiuso le sale operatorie. I chirurghi della mammella e della ginecologia hanno chiesto disponibilità di essere ospitati con le loro equipe gestendo sia il momento operatorio che post-operatorio.

All’importanza della cura si aggiunge anche quella della prevenzione.

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