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BARI

Banca Popolare, giorno decisivo per il futuro

Sono quasi 40mila, su 69 mila, i soci azionisti della Banca popolare di Bari che hanno espresso la propria volontà di voto, il cui esito si conoscerà al termine dell’assemblea che è in corso nella sede degli uffici amministrativi della Banca

Sono quasi 40mila, su 69 mila, i soci azionisti della Banca popolare di Bari che hanno espresso la propria volontà di voto, il cui esito si conoscerà al termine dell’assemblea che è in corso nella sede degli uffici amministrativi della Banca, sul via libera all’aumento di capitale e alla trasformazione in Spa dell’istituto di credito barese, commissariato a dicembre da Bankitalia e i cui amministratori sono stati arrestati per aver falsificato i bilanci e ora sono a processo dinanzi al Tribunale di Bari.

All’assemblea che si tiene oggi in prima convocazione, partecipano i due commissari Enrico Ajello e Antonio Blandini, i tre membri del comitato di sorveglianza, il rappresentante designato della società Computershare Spa, delegato dagli azionisti, il segretario incaricato e, da remoto, l’avvocato Augusta Dramisino, rappresentante comune degli obbligazionisti. I soci che hanno voluto votare, sul totale dei circa 69mila azionisti della Popolare di Bari, hanno potuto farlo on line dal 13 al 27 giugno: per favorire la partecipazione, la banca insieme al futuro azionista di maggioranza, Medio Credito Centrale, avevano varato una serie di “bonus” e facilitazioni destinati agli azionisti disposti a presentarsi.

Azioni gratis per 20 milioni di euro e 2,38 euro per azione a quei soci che accetteranno di rinunciare ad ogni pretesa o azione connessa agli aumenti di capitale della Banca, deliberati ed eseguiti nel corso degli esercizi 2014 e 2015. Esclusi dalla proposta i clienti con posizioni in sofferenza. È peraltro previsto anche un warrant per ciascuna azione posseduta, diversa da quelle sottoscritte nell’aumento di capitale 2014/15.

Ora il passaggio successivo, determinante per evitare la liquidazione e rilanciare l’istituto, sarà l’intervento del Fondo Interbancario e di Medio Credito centrale. Nel piano di salvataggio il Fondo interbancario di tutela dei depositi, che raggruppa le altre banche italiane, parteciperà con uno stanziamento di 1,17 miliardi di euro, compresi i 364 già anticipati, mentre il Medio Credito Centrale, parteciperà con 430 milioni. Proprio dieci giorni fa, il ministero dell’Economia ha, infatti, pubblicato il decreto che autorizza il versamento delle risorse in conto capitale a favore di Medio Credito Centrale.

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