Il lungo applauso all’uscita del feretro, la musica di Bob Dylan, la sciarpa dell’Inter per ricordarne la sua passione calcistica: momenti carichi di emozione e dolore, nel giorno dell’ultimo saluto ad Angelo Pizzi, il cameriere 62enne di Bisceglie ucciso per errore nell’agguato avvenuto nel ristorante Spaghetteria numero uno, la sera del 30 aprile. Nel giorno del lutto cittadino, proclamato dal sindaco Angelantonio Angarano, la città e chi lo conosceva, ha voluto testimoniare la vicinanza alla famiglia di Pizzi.

“Oggi siamo indignati” ha sottolineato nel corso dell’omelia, don Michele Barbaro. “Chiediamo legalità e giustizia” ha ripetuto il parroco durante la celebrazione delle esequie. Pizzi, come emerso dai primi esiti dell’autopsia, sarebbe stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco probabilmente sparati da due persone. Ma l’obiettivo di quell’agguato, secondo una tesi investigativa, non era Pizzi ma, probabilmente, il titolare del ristorante. Episodio che, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Bari, andrebbe inserito nella guerra tra i clan baresi Strisciuglio e Capriati e che, solo poche giorni prima della morta di Pizzi, aveva fatto registrare l’agguato mortale nella discoteca Divinae Club, sempre a Bisceglie, dove era stato ucciso Filippo Scavo.