Una frase che in poche parole racconta chi era e cosa ha rappresentato Laura Procacci, sergente trentaduenne della Croce Rossa, scomparsa giovedì scorso in un incidente in Bosnia assieme ad altri tre militari italiani. 
Nel pomeriggio l’arrivo della salma nel suo borgo d’infanzia a Montegrosso, con l’abbraccio di chi l’ha vista crescere come don Peppino Ruotolo.
Ad accoglierla le lacrime e l’amore di un’intera comunità, come una piccola grande famiglia, adesso con un vuoto incolmabile.