Pasquale De Candia, allenatore del Canosa

L’epilogo è amaro, nella tana del Taranto non c’è stato spazio per le imprese. I gol di Loiodice e Losavio condannano il Canosa a restare in Eccellenza. Con la sconfitta in finale regionale playoff cala il sipario sulla stagione: undici mesi fa gli ofantini sfiorarono contro ogni pronostico la promozione in Serie D, sfuggita soltanto in quel maledetto quarto d’ora finale di Gela; da outsider ad essere una delle “quattro sorelle” di questa super Eccellenza Pugliese, quest’anno un epilogo sicuramente meno doloroso ma culmine di una stagione piuttosto altalenante rispetto alle ottimistiche prospettive di fine estate. A confermarlo è la delusione di mister Pasquale De Candia dopo il k.o. contro il Taranto.

Il tecnico, reduce dal campionato stradominato alla guida del Barletta, era approdato a Canosa ad ottobre, dopo la separazione con Francesco Modesto. Il quarto posto resta un piazzamento di prestigio ma non rispecchia l’obiettivo di inizio stagione, quello di tentare il salto di categoria: significativo lo sforzo economico del club, in particolar modo dopo la rivoluzione invernale voluta dallo stesso De Candia e dal direttore sportivo Bartolo Lorusso.
Il salto di qualità, però, non è arrivato: l’incostanza e i limiti in trasferta hanno impedito al Canosa di restare aggrappato al vertice, i soli 29 punti totalizzati lontano dal “San Sabino” stridono con i ben 45 conquistati in casa.
Il presidente Alessandro Di Nunno, in vista del suo quarto anno al timone rossoblù, non ha nascosto l’intenzione di riprovarci nel segno della continuità, ripartendo dalle basi di questa stagione, De Candia però prende tempo.