Elio Di Toro (Foto: Audace Cerignola)

L’annuncio del rinnovo fino al 2028, poi l’ovazione delle centinaia di cittadini e tifosi presenti nell’aula consiliare di Palazzo di Città. Elio Di Toro resta il direttore sportivo del Cerignola. Sarà l’ottava stagione in gialloblù per un cerignolano d’adozione, riferimento per la città a livello sportivo, l’uomo che più di tutti, in questo momento, garantisce serenità nel processo di insediamento della nuova proprietà.
Il suo percorso in riva all’Ofanto era partito nel 2019, in simbiosi con l’ex patron Nicola Grieco: Di Toro non è solo uno dei dirigenti attualmente più longevi del calcio italiano, ma è il volto del Cerignola che, tornato tra i professionisti, ha saputo far parlare di sé come mai era accaduto prima. Simbolo di un modello virtuoso di calcio a cui adesso andrà garantita continuità.

Nel processo di transizione dalla vecchia alla nuova proprietà Di Toro è stato uomo-società, molto più che un direttore sportivo. C’è chi lo ribattezza il “Beppe Marotta della Capitanata”, paragone irriverente sì, ma utile ad intenderci. Di fatto continuerà ad esserlo per far sì che i nuovi soci, alla prima vera avventura nel calcio, accumulino esperienza e gettino le giuste basi per un progetto a lunga durata tra i professionisti.
In tal senso, Elio Di Toro punterà a ripartire dai capisaldi dell’annata appena conclusa, senza stravolgimenti. Al netto dei quattro playoff consecutivi disputati dal 2023 in poi, l’obiettivo del Cerignola sarà in primis una tranquilla salvezza.