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Continua a far discutere a Cerignola la situazione della tendopoli abusiva che ospita i lavoratori stagionali. Le polemiche non si placano e al centro dell’attenzione mediatica sono finite le dichiarazioni del sindaco Francesco Bonito, pronunciate durante una nota trasmissione televisiva. «Ho fatto un’ordinanza che non ho nessuna intenzione di applicare, la situazione si risanerà da sola». Il primo cittadino ha spiegato di ritenere non necessario il ricorso alla forza pubblica, alla luce di quello che ha definito uno spontaneo adempimento. Quanto al futuro della vicenda, ha aggiunto che sarà un problema del suo successore. Parole che riaccendono i riflettori sull’ordinanza di sgombero firmata dallo stesso Bonito lo scorso 23 settembre. Il provvedimento era stato trasmesso anche alla Prefettura e alla Questura di Foggia, con l’obiettivo di coordinare gli adempimenti di rispettiva competenza e le modalità di esecuzione.

Le dichiarazioni del sindaco hanno innescato una nuova ondata di reazioni, tra le proteste dei cittadini e le critiche arrivate dal fronte politico. Il consigliere di Avanti Cerignola, Rino Pezzano, ha chiesto alla Prefettura e alle autorità competenti di verificare cosa sia accaduto all’ordinanza e se dalla condotta dell’amministrazione possano emergere eventuali profili di responsabilità, anche sotto il profilo giuridico.
A fargli eco il segretario cittadino di Forza Italia, Carlo Dercole, che ha rivolto un appello al prefetto di Foggia affinché venga fatta rispettare l’ordinanza.
Il caso di via Candela, dunque, non sembra più confinato alla sola emergenza abitativa, sociale e igienico-sanitaria. Attorno alla tendopoli si apre ora anche un fronte politico e istituzionale, con interrogativi sulla gestione e sull’effettiva applicazione di un provvedimento firmato dal comune.