Le note della banda, le luminarie.  Le preghiere dei devoti e la gioia dei bambini.  La città si veste di festa nei giorni delle celebrazioni del Santo Patrono.

A Corato si chiudono oggi i festeggiamenti in onore di San Cataldo, patrono della città.

Tre giorni di devozione e preghiera, tre giorni di tradizione, occasione per la città di Corato per richiamare i tanti concittadini sparsi in ogni parte del mondo. Perché la festa patronale significa ricongiungersi anche con la propria terra, ritrovare le proprie radici. 

Le porte del Palazzo di Città si sono aperte per ospitare la statua di legno del santo patrono: è il segno di come la città tutta accoglie quel simbolo di unione, di comunità. Ad accompagnare la statua i confratelli e tutte le associazioni religiose della città, guidati dal clero cittadino in preghiera. 

La festa patronale, quest’anno, è stata particolare occasione di riflessione e di preghiera sulla tragedia di Genova. In onore delle vittime del crollo del Ponte a Corato non sono state lanciati i mortaretti che annunciano la festa. Perché Corato conosce bene le ferite di dolorose sciagure.

Di Redazione Teleregione

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