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La mafia uccide solo a primavera

Il botta e risposta tra gruppi criminali in Gargano, va avanti a colpi di fucile calibro 12.

Il botta e risposta tra gruppi criminali in Gargano, va avanti a colpi di fucile calibro 12. Due omicidi e un agguato fallito negli ultimi due anni. Sempre il 21 marzo, proprio nella giornata nazionale dedicata a chi per la mafia ci ha rimesso la vita, senza che c’entrasse nulla. Le indagini dei delitti di mafia compiuti nel Gargano, l’ultimo a carico del 51enne Francesco Pio Gentile – freddato ieri da tre colpi di fucile alla schiena -, si muovono anche su questa giornata simbolica, perché le cosiddette “date ricordate” sono un classico, soprattutto tra i clan della mafia calabrese. Esattamente un anno fa il 21 marzo 2018 a morire fu Marco Raduano, 34enne considerato nuovo capoclan di Vieste, scampò miracolosamente ad un agguato compiuto nelle vicinanze di casa sua. L’anno prima ancora, nel 2017, ad essere ucciso fu Giuseppe Silvestri, assassinato mentre era alla guida del suo Fiat Doblò e si stava recando a Monte Sant’Angelo. Silvestri era ritenuto storicamente legato al clan Li Bergolis, in lotta con l’avverso gruppo Romito. Ma chi potrebbe aver ucciso Gentile? I carabinieri sono alla ricerca di tracce utili per risalire ai, probabili, due killer che hanno fucilato uno dei boss del clan Romito, luogotenente del gruppo criminale nella “Farfalla bianca del Gargano”, censito e menzionato nella relazione semestrale della DIA. Il 51enne è cugino dei Romito ed è citato ampiamente nel decreto di scioglimento per mafia del comune di Mattinata per specifici episodi riferiti ad assunzioni famigliari. Gentile era affiliato da vincolo di sangue, perché cugino di Mario Luciano Romito, ucciso senza pietà nella strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017: in quell’occasione a perdere la vita furono anche due agricoltori innocenti Luigi e Aurelio Luciani che ancora attendono giustizia.
Gli investigatori hanno subito puntato l’attenzione contro la storica rivalità tra i Romito – Ricucci, vicini ai viestani del clan Raduano, e i Li Bergolis – Miucci dall’altra, alleati agli Iannoli – Perna di Vieste. La lotta è legata al controllo dei traffici di droga e delle estorsioni in Gargano. Ora a mettere ordine ci penseranno la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, con il Pm Ettore Cardinali, e il Comando dei Carabinieri di Foggia.

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