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Rinvio Consiglio comunale, opposizioni contestano decisione

La seduta è stata rinviata dal Presidente del Consiglio, Marcello Fisfola con la motivazione da rintracciare nell’annunciata mancata partecipazione, alla massima assise, da parte dei gruppi consiliari “Catuma 2015”, “Alleanza per Andria”, “Andria in movimento”, “Noi con Salvini”, “Andria Nuova”, “Forza Italia”, “Andria Possibile” e “Gruppo Misto”.

L’appello lanciato dalla consigliera comunale di Andria, Giovanna Bruno, è caduto nel vuoto.

Intervenuta nel corso del programma di Teleregione “Fuori dal Coro- Il Fatto del Giorno”, l’esponente di “Progetto Andria-Pd”, aveva invocato unità e compattezza di tutta la comunità politica nel corso del consiglio comunale incentrato sugli ordini del giorno: tangenziale ovest e officina San Domenico.

Ma la stessa seduta è stata rinviata dal Presidente del Consiglio, Marcello Fisfola con la motivazione da rintracciare nell’annunciata mancata partecipazione, alla massima assise, da parte dei gruppi consiliari “Catuma 2015”, “Alleanza per Andria”, “Andria in movimento”, “Noi con Salvini”, “Andria Nuova”, “Forza Italia”, “Andria Possibile” e “Gruppo Misto”.

Alla base della decisione ci sarebbe la delicata situazione politica e la crisi interna tutta alla maggioranza. Un quadro reso maggiormente instabile a seguito dell’ultimo consiglio comunale nel corso del quale anche a causa del mancato appoggio degli esponenti di Forza Italia, non si è potuto approvare il bilancio di previsione finanziario. Di qui è scaturita poi la diffida al Comune di Andria da parte della Prefettura.

Ma nell’attesa di veder delineati gli scenari futuri, la massima assise incentrata su tangenziale ovest e officina San Domenico è stata rimandata a data da destinarsi.  Un rinvio che non ha convinto la minoranza.

I capigruppo di Progetto Andria, Pd, Emiliano Sindaco di Puglia, Sabino Fortunato per Andria, M5S e la consigliera Laura Di Pilato hanno inviato una pec  al Presidente del Consiglio, Fisfola per contestare l’irritualità della decisione “in aperta violazione di norme legali e regolamentari, tra l’altro dopo che la convocazione era stata definita da regolare conferenza e pubblicizzata a tutta la cittadinanza”.

Per questo gli esponenti dell’opposizione, hanno invocato la regolare celebrazione del Consiglio comunale, presentandosi in Aula.

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