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FOGGIA

La denuncia: “Medici in guerra senza armi”

“E’ triste constatare che lo Stato sta condannando a morte i medici”.

“E’ triste constatare che lo Stato sta condannando a morte i medici”. È la denuncia forte e decisa del vicesegretario del Sindacato medici italiani della Puglia, Nunzia Pia Placentino all’indomani della morte per coronavirus del medico di continuità assistenziale di Torremaggiore, il 59enne Antonio Maghernino.

“I medici di continuità assistenziale e i medici di medicina generale stanno lavorando senza alcuna mascherina, senza occhiali e senza guanti”. “La nostra terra piange la scomparsa di un grande uomo e medico, un professionista che non si è mai risparmiato, morto dopo aver contratto il Coronavirus, spiega Placentino, durante lo svolgimento, senza protezioni, della sua attività di medico di continuità assistenziale”.

“Siamo a chiederci tutti – conclude il vicesegretario del sindacato medici italiani pugliese – come si può solo pensare di mandare in guerra soldati senza armi?”

Sempre nel territorio foggiano, a Mattinata, la situazione non è migliore per una associazione che gestisce il 118: dal 22 marzo scorso, infatti, non è più in grado di assicurare la presenza degli infermieri sulle postazioni.

Ad affermarlo il consigliere regionale forzista Giandiego Gatta chiedendo alla Asl di intervenire: “Il servizio di solito si compone di un’ambulanza con a bordo autista, soccorritore e infermiere; e di un’automedica on medico e autista nei casi più gravi. Adesso non c’è più l’infermiere sull’ambulanza e in caso di chiamata giungono solo due operatori, spesso vittime di vere e proprie aggressioni”. “Gli operatori sono a rischio – conclude Gatta – e stiamo aspettando risposte puntuali sul destino dell’ospedale di Manfredonia”.

 

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