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“Salviamoci”, la rivolta dei club retrocessi

Il verdetto non è ancora stato ratificato dal Consiglio Federale, ma la proposta della LND va incontro a pochi stravolgimenti.

Il verdetto non è ancora stato ratificato dal Consiglio Federale, ma la proposta della LND va incontro a pochi stravolgimenti.

In vista del 3 giugno, i club retrocessi si sono coalizzati attraverso il comitato “Salviamoci”, che riunisce le 36 squadre a cui è stata imposta la discesa in Eccellenza.

Tra queste c’è anche il Nardò, unica pugliese delle 4 retrocesse nel girone H di Serie D.

I granata fanno fronte comune con le altre società nella stessa situazione: “Le retrocessioni a tavolino rappresentano un’opzione limitata a chi ha commesso illeciti – spiegano i club in questione – utilizzare lo stesso criterio in occasione di una pandemia è aberrante”.

I presidenti delle 36 squadre potrebbero anche appellarsi alla giustizia ordinaria, ipotesi non esclusa in vista del Consiglio Federale. Il presidente del Nardò, Salvatore Donadei, ha già espresso il suo enorme disappunto sui criteri utilizzati, mentre a Francavilla in Sinni prende addirittura piede l’ipotesi di non iscriversi al prossimo campionato di Eccellenza.

Il comitato “Salviamoci” proverà a sovvertire l’esito del Consiglio della LND, ma potrebbe giocare un ruolo fondamentale anche in ottica ripescaggi.

Il Consiglio Federale avrà anche il compito di stilare i parametri per l’ammissione in Serie D per ampliamento organici. Una variazione nelle retrocessioni potrebbe incidere sull’estate di molte società pugliesi e non.

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