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Sono trascorsi quattro anni da quel nefasto 12 luglio 2016, quando uno scontro fatale fra due treni della Ferrotramviaria avvenuto poco dopo le ore 11 tra Andria e Corato costò la vita a 23 persone e il ferimento di altre 51.

Uno scontro avvenuto su una tratta a binario unico dopo una curva che avrebbe impedito ai macchinisti di vedere l’arrivo del convoglio dalla direzione opposta e azionare il freno, riducendo l’impatto tra i due treni. Una lacerazione profonda che ancora sanguina nella mente e nel cuore delle nostre comunità, che pregano per la scomparsa dei propri cari e attendono che la giustizia faccia il suo corso. “Abbiamo il desiderio che la verità arrivi attraverso l’unica strada possibile che è quella del processo”, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ieri a Bari.

Il Governatore, il sindaco di Bari Antonio Decaro e una rappresentanza dei familiari delle vittime hanno deposto una corona di fiori in piazza Aldo Moro ai piedi della lapide commemorativa, per ricordare le 23 vite tragicamente strappate a questo mondo, a quattro anni esatti dalla strage. Quel giorno, al km 51 della ferrovia Bari-Barletta dove avvenne lo schianto, oltre 50 Vigili del Fuoco furono impegnati senza sosta nelle operazioni di soccorso per 32 ore consecutive, fino alle ore 20 del 13 luglio.

E proprio il Corpo dei Vigili del Fuoco ha ricordato ieri sulle pagine social il quarto anniversario dell’incidente. Sul fronte giudiziario, dove la Regione Puglia si è costituita parte civile in adesione totale alle famiglie, sono in corso di svolgimento ad Andria le udienze del Tribunale di Trani per fare luce sulla vicenda e accertare le responsabilità, tante tra errori umani e sistemi obsoleti come il binario unico e il blocco telefonico.

La prossima udienza è fissata al 22 luglio sempre nella città federiciana: un altro passo verso la conclusione di questa storia che non sarà mai dimenticata.