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Regione commissariata dal Governo su legge elettorale

Anche in Puglia, alle elezioni regionali del prossimo settembre, si potrà esprimere la doppia preferenza di genere

Anche in Puglia, alle elezioni regionali del prossimo settembre, si potrà esprimere la doppia preferenza di genere. Ma se questa è la buona notizia, arrivata in serata venerdì con l’approvazione del decreto legge approvato in Consiglio dei Ministri e firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, c’è il rovescio della medaglia di questa pagina della storia del consiglio regionale della Puglia. Di fatto commissariato dal Governo per non essere riuscito ad approvare la legge elettorale che prevede la parità di genere, adeguandosi così al resto d’Italia.

La Puglia entro, a suo modo, di diritto nella storia Repubblica perché mai era accaduto che una Regione venisse commissariata dal Governo centrale. Che ha esercitato il potere sostitutivo dello Stato, disciplinato dall’articolo 120 della Costituzione, nei confronti della Regione che non aveva ottemperato all’invito ad adeguarsi ai principi relativi alla promozione delle pari opportunità, come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. La decisione del Governo viene salutata come un successo dal presidente della Regione Michele Emiliano (il nostro piano programmatico si è realizzati grazie all’intervento del Governo” dichiara il governatore) a cui gli fa eco il segretario regionale del partito democratico, Marco Lacarra che parla di obiettivo raggiunto. Di tenore opposto, invece, sono le dichiarazioni dei leader nazionale della coalizione di centro destra: “In Puglia si sta giocando con le istituzioni, piegandole ad interessi di una parte politica. Per responsabilità del presidente uscente, il consiglio dei ministri si è preso la responsabilità di scrivere un provvedimento che rischia di compromettere il libero esercizio del voto in Puglia e rappresenta una gravissima ingerenza politico-elettorale. Il rischio evidente è quello di creare un precedente pericolosissimo ed un incidente istituzionale finalizzato a far saltare le elezioni” scrivono in una nota congiunta Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Posizione condivisa a pieno da Raffaele Fitto, candidato presidente per il centro destra: “E’ un precedente pericoloso che attenta alla democrazia delle Istituzioni elette dai cittadini” Toccherà alla prefetta di Bari, Antonella Bellomo, dare attuazione al decreto del governo e inserire la doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese.

 

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