Correva l’anno 2045. A 100 anni esatti dal lancio della prima bomba atomica, un Lectornauta viaggia, smarrito, tra le città invisibili, le città-web, tentando di riconoscere la sua città tra le tante nel mondo. Incontra Alice, la bambina del Paese delle Meraviglie. Le città non sono abitate da esseri umani, ma da orologi. Il Lectornauta si ritrova in un mondo post-nauta, post-umano e post-web.

Una città davvero strana! Che ci fanno tutti questi automi? – chiese, inorridita, Alice.

Sono Horolnauti, automi, umani elettrici – rispose il Lectornauta.

“Vedi, Alice – proseguì il Lectornauta – gli Horolnauti sono uomini elettrici che guidano macchine elettriche, si nutrono delle stesse energie di cui si nutrono le automobili. Gli esseri umani si sono ridotti a esseri elettrici!! C’è stata la fine del mondo ed è nato un altro mondo, fatto di Horolnauta. Non ce ne siamo neanche accorti..”.

D’un tratto, cominciò a piovere.  Prima una pioggerellina, poi una pioggia via via sempre più intensa. Infine, una tempesta d’acqua. La prima pioggia del mondo post-web. Un accadimento senza precedenti.

Ehi, ehi! Sono qui, sono qui! Non mi vedi!! – gridò Alice.

Il Lectornauta, volgendosi, si ritrovò tra i piedi Alice, una gattina e un coniglio bianco.

Alice, ma dov’eri?? Da dove sbuchi? Mi hai fatto spaventare! – fu la risposta del Lectornauta.

“Non ti spaventare, fifone di un Lectornauta! – esclamò Alice – Prendine atto. Gli Horolnauti ci hanno soppiantato. Me ne torno nel Paese delle Meraviglie. Una tempesta di vento mi ha scaraventata qui, fuori dal mio bosco. Si è trattato di un errore”.

Che ci fanno qui questi animali? – chiese il Lectornauta.

Sono amici miei – rispose Alice.

Come faranno a mangiare? A nutrirsi? Anzi, come faremo a trovare cibo per loro? Come faremo a trovare cibo anche per noi? Devi sapere che in questa città non c’è cibo per esseri umani ed animali – replicò il Lectornauta.

Non ti preoccupare – annuì Alice.

Come non preoccuparti? – replicò, a sua volta, con maggiore enfasi, il Lectornauta.

“Ho qui con me – disse Alice – il coniglietto bianco, un esserino magico e benevolo che mi ha sempre aiutato nei momenti più difficili. Lui, vedrai, ci aiuterà. Conosce il labirinto dei grandi specchi, detto Labirintos Borges. Sarà in quel luogo che troveremo la strada per tornare sulla Terra”.

Ma non è qui la Terra?? – domandò, preoccupatissimo, il Lectornauta.

No, dovresti averlo intuito da un pezzo – rispose, sbuffando, Alice.

“Ora è il momento di andare – proseguì – entriamo nel labirinto, lì troveremo da mangiare. Potremo dormire, finanche giocare”.

Cominciava l’avventura del ritorno. Un lungo viaggio pieno di peripezie.

Fu così che Alice e il Lectornauta tornarono sulla Terra e rividero il bagliore del Sole.

Giuseppe Lagrasta

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Giuseppe Lagrasta è uno studioso di management scolastico e di innovazioni didattiche. Si è occupato di Letteratura del Novecento pubblicando articoli e saggi su: Italo Calvino, Elio Vittorini, Tommaso Landolfi, Dino Buzzati, Gianni Rodari. Pubblica poesie, favole e filastrocche. Dirige dal 2009 la rivista di poesia e critica letteraria “La scrittura meridiana”. Ha svolto il ruolo di Dirigente Scolastico presso il Liceo Classico, Liceo Musicale, Liceo delle Scienze Umane, “Alfredo Casardi” di Barletta (BT).