modugno

È sceso un velo di omertà su Modugno. Nessuno parla, nessuno ha visto o sentito nulla. Ma i militari di Compagnia, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia non perdono le speranze. Si cerca senza sosta, infatti, di individuare l’attentatore e il complice che, lo scorso 6 febbraio, nel quartiere Cecilia – all’angolo tra via Liguria e via Lombardia – esplose alcuni colpi di pistola.

Quella sera due persone a bordo di un veicolo arrivarono nei pressi dal circolo ACLI dove, solitamente si intratteneva il 43enne Giuseppe Amoruso. Uno dei due scende, chiede di parlare con la vittima affinché possa pagare un debito contratto, ma la discussione s’accende e dalle parole si passa ai fatti. Vengono esplosi alcuni colpi di pistola da una calibro 7.65. Uno di questi si conficca nella gamba di Amoruso. L’uomo non riportò ferite letali e, dopo le cure dei sanitari, è ormai fuori pericolo. I due scapparono con lo stesso messo con cui erano arrivati, facendo perdere le proprie tracce.

Dopo aver visionato ore di filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza private e pubbliche, poste nelle immediate vicinanze e lungo le strade principali che portano al punto del ferimento, dopo aver ascoltato diversi testimoni, le indagini potrebbero aver preso una svolta.

Le indiscrezioni portano l’attenzione verso due soggetti vicino al clan Telegrafo di Bari e l’episodio potrebbe essere soltanto frutto di un debito contratto per l’acquisto di sostanza stupefacente non pagata dalla vittima.

Di Redazione Teleregione

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